Ultima modifica: 15 gennaio 2017

PROGETTO AVANGUARDIE EDUCATIVE – INDIRE

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La nostra scuola e l’innovazione strutturale, organizzativa e metodologico-didattica.

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PROGETTO AVANGUARDIE EDUCATIVE – INDIRE

Negli ultimi decenni la vita scolastica è cambiata profondamente. I processi di globalizzazione ed i crescenti flussi migratori hanno determinato una popolazione scolastica eterogenea, portatrice di culture e valori plurimi.
Da tempo ormai l’Unione Europea sta promuovendo l’adozione di stili educativi volti a formare competenze spendibili nella complessità di un mondo in continua trasformazione. La scuola è chiamata ad interpretare tutto ciò: non più le conoscenze, il sapere, ma il saper fare, il sapere agito, che renda capaci di comprendere i costanti cambiamenti e di muoversi agevolmente in essi.
La scuola, affermano le recenti Indicazioni Nazionali per il curricolo, deve promuovere lo sviluppo di competenze da spendere nel mondo reale. Per favorire questo processo la nostra scuola si avvia a sperimentare la predisposizione di nuovi ambienti di apprendimento, plurali e flessibili.

Il nostro istituto ha aderito alla rete “Avanguardie Educative” promossa dall’Indire; la rete riunisce le scuole che negli ultimi anni in Italia si sono distinte per innovazioni strutturali e di metodologia didattica. La nostra intenzione è quella di attivare, a partire dal prossimo anno scolastico, le azioni “Aule laboratorio disciplinari” nella Scuola Secondaria di I grado, e “Spazio flessibile” nella Scuola Primaria.

Il progetto “Aule laboratorio disciplinari” si basa sulla creazione di nuovi spazi per l’apprendimento.

La configurazione tradizionale delle aule secondo la quale a ogni classe è attribuita un’aula in cui gli studenti vivono la maggior parte del tempo scuola mentre i docenti si spostano da una classe all’altra, viene ribaltata per lasciare il posto ad aule laboratorio disciplinari.

Le aule sono assegnate in funzione delle discipline che vi s’insegnano per cui possono essere riprogettate e allestite in modo funzionale alle specificità della disciplina. Il docente potrà personalizzare il proprio spazio di lavoro adeguandolo a una didattica attiva di tipo laboratoriale, predisponendo arredi, materiali, libri, strumentazioni, device, software, ecc. .

L’aula laboratorio è assegnata al docente e non più alla classe: il docente resta in aula mentre gli studenti ruotano tra un’aula e l’altra, in base alla lezione da seguire.

L’aula laboratorio è immaginata come uno spazio, dove poter sperimentare e sviluppare competenze, prevedendo un setting di lavoro specifico e adeguato alla disciplina. Sfruttando le opportunità offerte dalle tecnologie e dai linguaggi digitali si supportano nuovi modi di insegnare, apprendere e valutare.

Il Progetto “Spazio flessibile. Aula 3.0” mira a creare un ambiente di apprendimento moderno e flessibile senza dover progettare strutture nuove, ma ridefinendo l’utilizzo di ambienti già esistenti, come un laboratorio d’informatica. Ha come obiettivo il superamento di una didattica orientata esclusivamente allo sviluppo di conoscenze e un modello di lezione solo frontale per favorire la sperimentazione di attività didattiche centrate sullo studente. La creazione di uno spazio flessibile permette di sviluppare le potenzialità delle tecnologie digitali creando un ambiente adeguato a supportare pratiche didattiche innovative per lo sviluppo delle competenze.