Ultima modifica: 4 febbraio 2018

La robotica educativa

(continua) ne sono affascinati, motivati, coinvolti, appassionati perché, in fondo, essa può essere considerata un gioco, un “gioco serio”, che aiuta tuttavia a  stimolare la creatività e l’immaginazione, oltre che al “problem solving”. Questo non significa solo studiare il funzionamento di un robot, ma trovare risposte esaustive alla loro naturale curiosità.  La creazione e l’ utilizzo dei robot rende più efficace l’apprendimento negli alunni di tutte le età, che diventano, in questo modo, non solo semplici fruitori di strumenti, ma anche consapevoli del loro funzionamento. La Robotica Educativa, infatti, permette di individuare dei procedimenti costruttivi, fatti di tanti piccoli passi, per trovare soluzioni a problemi concreti. E’ una modalità  che si fonda sul “learner centred”, cioè sull’apprendimento centrato non solo sulla trasmissione di concetti, ma sul soggetto che apprende,  che, attraverso l’esperienza, l’errore, l’interazione con l’ambiente e con gli altri, impara in modo efficace. Questo tipo di apprendimento risulta particolarmente produttivo, in quanto la conoscenza avviene attraverso l’attività, il “fare” concreto, che parte dalla curiosità, da una domanda e si sviluppa in tentativi, errori, ipotesi, per ricercare le soluzioni adatte. In caso di errore sbagliare significa “imparare dall’ esperienza” e mai come in questo caso, l’errore genera riflessione, autocorrezione e risposte nuove. Il robot che risponde a comandi errati, infatti, non effettua ciò che vorremmo; l’errore lo si può osservare e capire, giungendo alla soluzione giusta attraverso la sperimentazione, la logica e il supporto del docente. L’attività è, soprattutto,  laboratoriale e multidisciplinare, infatti la robotica abbraccia la tecnologia, l’informatica, la matematica (STEM, tinkering ) ma anche la prima e la seconda lingua.

Finalità: Essa raggruppa tutta una serie di attività anche molto diverse tra loro, accomunate da un approccio didattico innovativo che vede in parte anche l’utilizzo di robot.  L’idea di fondo è il learning by doing, “imparare facendo” quindi una didattica laboratoriale, una metodologia attiva con la potenza della formalizzazione del pensiero computazionale (coding). In questa attività gli alunni progettano, creano, verificano, in prima persona. La Robotica Educativa ha il vantaggio, di collegare la scuola al mondo reale delle cose, consentendo loro, di imparare procedure generali e trasferibili in modo ludico.