didattica scuola infanzia
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“Come pesci nell’acqua”

La metafora è dantesca, proviene dal De Vulgari eloquentia: «velut piscibus equor» (I, vi, 3). L’ho presa in prestito da Dante per sviluppare il paragone degli alunni con i pesci, perché esso rende concreto e significativo il senso della principale accessibilità e facilità delle nuove generazioni nell’utilizzare uno strumento ‘liquido’ fino a muoversi dentro con relativa dimestichezza, semplicità e scioltezza. Per i pesci, l’acqua è il principio assoluto di esistenza - senza acqua non c’è pesce - e così il mondo del web è l’elemento, inaggirabile, di tutte le nuove generazioni degli umani. La stessa metafora della ‘navigazione’ è ormai orientata in questo senso: si naviga in quanto ci si mette «per l’alto mare aperto» (sempre Dante) di Internet.

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